Johanna Rustler
1° gennaio 2025
Il fischio della locomotiva riempie l’aria mentre entro nella stazione di Berna. Fumo e vapore si mescolano nella calda brezza di fine estate, mentre la possente locomotiva a vapore Eb 2/4 della Ferrovia centrale svizzera sbuffa nell’atrio della stazione. Il fumo della locomotiva si posa come un velo sulla folla in attesa, mentre lo scalpitio metallico dei motori ravviva l’atmosfera. Il sole splende attraverso i finestroni della stazione e le persone indossano abiti e completi estivi. Alcune portano valigie pesanti, altre stringono in mano i loro biglietti. Al chiosco si vendono giornali e snack, i viaggiatori si affrettano attraverso i passaggi, mentre nell’atrio si sente il rumore delle valigie posate a terra e lo scricchiolio delle sedie di legno. I viaggiatori acquistano i biglietti agli sportelli azionati manualmente: un piccolo viaggio nella modernità.
Leo Ruedin – viaggio in terza classe
Nello scompartimento con le panche in legno della terza classe incontro Leo Ruedin, un uomo robusto in abiti semplici e consunti. La camicia di lino grezzo mostra tracce evidenti della sua professione. I pantaloni scuri sono sbiaditi sulle ginocchia e i pesanti stivali di cuoio portano l’usura di lunghe ore di lavoro.
«Sto viaggiando da Berna a Bienne, dove lavoro in una fabbrica di orologi», spiega, riponendo accanto a sé il suo piccolo zaino che contiene solo l’essenziale. Le panche in terza classe sono dure, i finestrini piccoli. «Ho ricevuto dalla mia fabbrica un abbonamento per gli operai. Non costa nulla, ma posso viaggiare in treno solo in determinati orari.» Il fumo filtra dalle fessure dei finestrini e Ruedin fa un piccolo colpo di tosse prima di tirare su le spalle e sedersi un po’ più comodo. «Qui è sempre pieno di gente, ma il treno mi porta a destinazione velocemente.»
Attraverso i finestrini sporchi dello scompartimento si vedono i muri di mattoni grigi e i tetti rovinati dalle intemperie delle stazioni che il treno supera durante il suo viaggio. La tratta tra la capitale federale e Bienne, gestita dalla Ferrovia centrale svizzera (SCB) insieme alla Bernische Staatsbahn (BSB, Ferrovia statale bernese), è orientata principalmente al trasporto di orologi e prodotti industriali. Da dieci anni a questa parte, la tratta a binario unico da Zollikofen viene utilizzata oltre che per il trasporto merci anche per il trasporto passeggeri. Il tragitto quotidiano dà a Ruedin un po’ di tempo per riprendersi dalla fatica del duro lavoro in fabbrica.
Ruth Schmid – viaggio in seconda classe con la famiglia
Ruth Schmid, una donna di mezza età, siede in uno scompartimento di seconda classe con sedili imbottiti ed è in compagnia della figlioletta Vroni e del figlio Karl, poco più grande. Indossa il suo miglior vestito della domenica, un abito blu semplice ma curato. Ha i capelli castani raccolti in un ordinato chignon e indossa un grazioso cappello di paglia. Accanto a lei c’è una piccola valigia di pelle consumata con i regali per la sorella che vive a Lucerna.
«Stiamo viaggiando da Berna a Lucerna per andare a trovare mia sorella», racconta la donna, tenendo stretta la mano di Vroni mentre Karl dondola i piedi e guarda curioso fuori dal finestrino. «Il biglietto è costato 2 franchi, un prezzo elevato per noi, ma data la comodità ne è valsa la pena.» Il morbido tessuto dei sedili e il dolce sobbalzare del treno tranquillizzano Vroni, e ora anche lei guarda fuori dal finestrino. «Mamma, mamma, le montagne!», grida entusiasta.
La principale fonte di reddito delle ferrovie private nel XIX secolo è il trasporto merci.
Ruth e i suoi figli viaggiano sulla neonata Ferrovia Berna-Lucerna (BLB), la cui tratta appena costruita va da Langnau im Emmental a Lucerna passando per l’Entlebuch ed è stata finanziata principalmente dai Cantoni di Lucerna e Berna. Questo tracciato è strettamente legato alla costruzione della Ferrovia del Gottardo. La principale fonte di reddito delle ferrovie private nel XIX secolo è il trasporto merci.
Con un collegamento da Berna via Lucerna verso le Alpi svizzere, l’obiettivo è di ritagliarsi una «fetta della torta», in diretta concorrenza con la potente Ferrovia centrale. Un’impresa coraggiosa. Ruth e la sua famiglia raggiungono infine la stazione di Lucerna, costruita nel 1856 e considerata uno dei capolavori architettonici della prima fase della storia ferroviaria svizzera.
William Burton – viaggio d’affari in prima classe con progetti per le vacanze
Successivamente incontro William Burton, un ricco uomo d’affari britannico seduto nel lussuoso scompartimento di prima classe. «Sono in viaggio d’affari da Zurigo a Renens», spiega, appoggiandosi comodamente al morbido schienale. «Il biglietto costa 10 franchi, ma il comfort e la tranquillità li valgono tutti.» Burton indossa un elegante abito sartoriale blu scuro, la sua valigia di pelle lucida è riposta nel bagagliaio.
Prima di salire a bordo, si è rilassato nella sala d’attesa riservata alla prima classe nella stazione centrale di Zurigo, una magnifica sala con alte finestre e massicce poltrone in pelle progettata dall’architetto Jakob Friedrich Wanner nel 1871. I sei binari terminano nell’atrio principale, dove i passeggeri salgono a bordo dei rispettivi treni. Da alcuni anni si sta progettando di ampliare la stazione e di spostare i binari all’esterno, poiché la città, in rapida crescita, deve far fronte a un numero sempre maggiore di viaggiatori.
Attraverso gli ampi finestrini dello scompartimento, Burton osserva il paesaggio svizzero scorrere davanti ai suoi occhi: le colline dell’Altopiano, i piccoli villaggi e i campi intersecati dai binari. Per lui il viaggio non è solo un mezzo per arrivare a destinazione: è un momento di calma che gli dà l’opportunità di prepararsi per gli affari che lo attendono e di pensare ai progetti futuri. Dopo il suo arrivo a Renens, Burton non vede l’ora di azionare l’automa musicale, per il quale si entusiasma ogni volta.
«Le melodie mi mettono dell’umore giusto per affrontare la giornata e hanno un effetto distensivo», dice sorridendo.
«Le melodie mi mettono dell’umore giusto per affrontare la giornata e hanno un effetto distensivo», dice sorridendo. Una volta conclusi gli affari a Renens, vuole prendersi qualche giorno di vacanza sul lago Lemano e fare visita ad alcuni parenti che vivono in una magnifica villa affacciata sulle sue acque. «È il luogo perfetto per rilassarsi e godersi lo splendido paesaggio», osserva. L’aria limpida, le dolci colline con le terrazze coltivate a vigneti del Lavaux e la vista sulle Alpi sono lo scenario ideale per rilassarsi dopo il lavoro e trascorrere un po’ di tempo con la sua famiglia.
Urs Meier – attraverso la Svizzera a bordo di un treno merci
Sul marciapiede accanto incontro Urs Meier, un macchinista esperto che sta preparando il suo pesante treno merci per il lungo viaggio da Berna a Basilea. Meier, un uomo di mezza età con il volto segnato dalle intemperie e le mani sporche di olio, si appoggia alla massiccia locomotiva e tira una profonda boccata dalla sua pipa.
«Guido da oltre vent’anni», racconta con un sorriso stanco ma orgoglioso. «Una volta era più facile: meno regolamenti, meno stress. Ma i treni? Erano sempre così imponenti.» Meier mi mostra la sua macchina: una potente locomotiva-tender a quattro assi del tipo Eb 3/4, chiamata «Belchen». È stata prodotta dall’officina della Ferrovia centrale svizzera di Olten, sotto la direzione del capo macchinista Niklaus Riggenbach. Con le sue enormi ruote, il poderoso veicolo traina tonnellate di merci lungo i binari. «In passato, i carri avrebbero impiegato giorni per superare le montagne», spiega. «Oggi possiamo farlo in poche ore».
Il suo itinerario conduce a Olten, snodo della rete e fulcro del sistema ferroviario svizzero, attraverso la linea dell’Hauenstein che collega Basilea al resto della Svizzera grazie al primo traforo del Giura scavato negli anni Cinquanta del XIX secolo. Oggi trasporta carbone e macchinari, ma la Ferrovia centrale è nota anche per il trasporto di alimentari, tessili e altre merci importanti con cui si riforniscono le città svizzere.
Un viaggio nel tempo e nello spazio che avvicina lo Stato federale svizzero, apre nuovi mondi e ha un impatto significativo sulla vita quotidiana delle persone.
Per quanto diversi siano i quattro personaggi – l’orologiaio, la madre, l’uomo d’affari e il macchinista – tutti loro condividono l’esperienza della ferrovia che nel XIX secolo rivoluziona la Svizzera. Un viaggio nel tempo e nello spazio che avvicina lo Stato federale svizzero, apre nuovi mondi e ha un impatto significativo sulla vita quotidiana delle persone.