15 novembre 2025
La Ferrovia del Giura-Sempione lancia la costruzione della Galleria del Sempione
«Sempione–Suez»: una visione degli anni Sessanta del XIX secolo descrive un collegamento ferroviario che parte dal Vallese, attraversa il Sempione verso il Nord Italia e lo collega idealmente alle vie di comunicazione globali. «Sempione–Suez» implica una linea ferroviaria dal formato internazionale. È il prolungamento di un’idea che circola già da diversi anni e la cui concretizzazione, però, è rimasta finora paralizzata a causa degli interessi particolari di diverse regioni e imprese ferroviarie. È solo con la costituzione della Ferrovia del Giura-Sempione nel 1890 che il progetto torna a essere di attualità. La nuova impresa ferroviaria dispone di una rete ferroviaria di quasi 1000 km di rotaie che toccano dieci Cantoni e, in più, di una discreta solidità finanziaria. Nel 1891 sottopone al Consiglio federale un progetto ormai maturo per la costruzione di una galleria del Sempione lunga 19 731 m, seguito nel 1893 da una versione ulteriormente migliorata di 19 803 m. Dopo la valutazione positiva del progetto da parte di un gruppo internazionale di esperti, anche il Consiglio federale accelera il passo: nel luglio 1895 invia quindi una bozza di contratto a Roma. A novembre, l’Italia e la Svizzera siglano a Berna l’accordo bilaterale tra gli Stati, che sancisce il collegamento delle due reti ferroviarie e l’esecuzione tecnica della linea internazionale, regolamenta sovvenzioni, questioni doganali e tempistiche della costruzione.
Un anno dopo segue l’accordo tra l’Italia e la Ferrovia del Giura-Sempione, che disciplina la costruzione e l’esercizio della linea dai confini di Stato fino a Iselle. Con il contratto di costruzione definitivo del 15 aprile 1898, iniziano i lavori della galleria.
Statalizzazione mentre il progetto è in corso
Il 1898 è anche l’anno in cui l’elettorato svizzero si esprime chiaramente in favore di una ferrovia federale. La decisione in merito alla statalizzazione delle ferrovie private complica ulteriormente il progetto del Sempione, già di per sé temerario. In base all’articolo 49 della nuova legge la Confederazione, in quanto successore ai sensi di legge della Ferrovia del Giura-Sempione, si impegna a realizzare una ferrovia che attraversi il Sempione, assumendosi tutti i diritti e i doveri relativi alla costruzione e all’esercizio di questa linea ferroviaria. L’accordo per il riacquisto della Ferrovia del Giura-Sempione, nell’agosto del 1901, mette in moto un processo lungo e complesso: tutti i soggetti finanziariamente coinvolti sono chiamati a esprimere il loro consenso, dalla società di navigazione a vapore del lago Lemano al Comune di Montreux, dalla Cassa di risparmio di Milano all’Italia tutta, solo per citare alcuni esempi. Infine, però, si raccolgono tutte le autorizzazioni e la concessione per la costruzione e l’esercizio della linea passa dalla Ferrovia del Giura-Sempione alla Confederazione. D’ora innanzi, tutte le questioni concernenti il Sempione sono disciplinate da una commissione italo-svizzera di cui fanno parte, tra i vari soggetti, i sette consiglieri federali. La presidenza è affidata al presidente della direzione generale delle FFS.
Le FFS si assumono la responsabilità…
Il Consiglio federale e la Ferrovia del Giura-Sempione avevano originariamente concordato di procedere al riacquisto della ferrovia in due tranche: la rete della Ferrovia del Giura-Sempione in esercizio sarebbe passata alla Confederazione il 1° maggio 1903, data prevista dalla concessione, mentre la galleria del Sempione solo al suo completamento. La consegna del fascicolo non avviene senza qualche intralcio: poiché l’ingresso della Confederazione non è espressamente contemplato nel contratto di costruzione del 1898, la società di costruzioni Brandt, Brandau & Cie. coglie l’occasione per insistere su alcuni miglioramenti del dispositivo legale, visti i frequenti problemi che insorgono durante i lavori. La società accetterà dunque l’ingresso della Confederazione solo a condizione che vengano prima riconosciute le sue rivendicazioni. Nonostante la Confederazione le ritenga fondate solo in minima parte, decide comunque di accondiscendere, per esempio prorogando il termine previsto per il completamento dell’opera e riducendo sensibilmente il premio.
Durante i lavori di costruzione della galleria, la pressione della montagna, l’afflusso d’acqua e le temperature eccezionalmente alte provocano non pochi problemi. «Il 26 ottobre 1903 i lavori di avanzamento intercettarono una prima sorgente calda di 49 gradi, il 22 novembre una seconda di 50 gradi. In entrambi i casi, la galleria si ritrovò interamente sommersa fino al suo apice», come si legge in un memoriale dell’epoca. I lavori procedono a rilento. Valida sembra però l’idea dell’ingegnere Alfred Brandt, che suggerisce di scavare due tunnel paralleli per consentire il deflusso dell’acqua e l’esercizio di un sistema di aerazione.
«Il 26 ottobre 1903 i lavori di avanzamento intercettarono una prima sorgente calda di 49 gradi, il 22 novembre una seconda di 50 gradi. In entrambi i casi, la galleria si ritrovò interamente sommersa fino al suo apice.»
… e ultimano la linea del Sempione
Tanto stringato appare il telegramma a pagina 39 e tanto importante è il messaggio che contiene: il 24 febbraio 1905 alle ore 7:20 il traforo è concluso. Dopo circa sei anni e mezzo di lavori di costruzione, si è finalmente potuto realizzare un collegamento tra la valle del Rodano e la Val Divedro. Un giorno di festa per molte persone, tragico per un paio di loro, dato che l’ultimo brillamento costa la vita a due ingegneri. Delle 3000 persone circa occupate in media ogni giorno nei lavori di costruzione, 67 perdono la vita per incidenti mortali e 133 subiscono gravi lesioni.
Il 6 luglio 1905 si collegano anche le due estremità del tunnel scavato in parallelo. Ormai manca pochissimo al completamento della galleria ferroviaria più lunga al mondo. Le giovani ferrovie federali devono anche preoccuparsi per la prima volta di come festeggiare la chiusura di una grande opera come questa. Quella che a prima vista appare come un’occupazione gradevole, si rivela invece ben più complessa: da un lato gli eventi da coordinare sono tanti, dalla festa di inaugurazione all’apertura della stazione di Briga, fino alla cerimonia ufficiale per il battesimo della tratta. Dall’altro, tanti sono anche i soggetti coinvolti, tra Confederazione, Cantoni e la confinante Italia. Le discussioni su chi invitare a quali eventi sono piuttosto accese: «La questione degli inviti è, come Lei dice, delicata ed estremamente complessa», fa mettere agli atti un funzionario delle FFS. E come dargli torto: il Consiglio di Stato del Vallese, per esempio, fa sapere in una piccata lettera alla direzione di circondario I delle FFS, con sede a Losanna, che alla prima traversata di un treno per la nuova galleria, il 25 gennaio 1906, erano presenti a bordo due rappresentanti della stampa del Cantone di Vaud ma nessuno del Vallese, e questo per giunta sul suo territorio di pertinenza. In un’altra lettera, d’altro canto, la direzione di circondario I suggerisce alla società responsabile della costruzione della galleria di invitare a una corsa attraverso la galleria del Sempione prevista per il 4 marzo 1906 solo ed esclusivamente politici locali. Questo per evitare di sminuire l’importanza e la dignità della corsa inaugurale di fine maggio 1906.
Alla fine, comunque, l’atmosfera festosa non manca: a dare il via al programma è la festa d’inaugurazione del 2 aprile 1905, in occasione della quale gli ospiti muniti di invito salgono su un treno di cantiere adorno di fiori e, al centro della galleria, assistono all’apertura del cancello in ferro al suono della marcia reale italiana e dell’inno nazionale svizzero. Partecipano all’atto simbolico i vescovi di Novara e di Sion, che benedicono l’opera edile.
«La questione degli inviti è, come Lei dice, delicata ed estremamente complessa»
Un anno dopo si tengono i festeggiamenti ufficiali per l’apertura della galleria. Tra i momenti salienti della manifestazione, che si protrae per diversi giorni, vale la pena citare anche la visita di Stato del Re d’Italia Vittorio Emanuele a Briga o un giro nel porto di Genova su tre transatlantici battenti, si noti bene, bandiera svizzera. Anche nei Cantoni che hanno partecipato finanziariamente al progetto si tengono grandi celebrazioni.
Finita la festa, è già tempo di elettrificare
L’episodio del Sempione dimostra che le giovani ferrovie federali non possono certo dormire sugli allori dopo la loro fondazione. Il progetto, anzi, fa da preambolo a un’altra tornata di negoziati, stavolta in un ambito diverso: l’ambizioso settore elettrico svizzero cerca grandi consumatori di energia e individua un potenziale nelle FFS. L’impresa Brown, Boveri & Cie. (BBC) propone quindi alle giovani ferrovie federali di dotare a sue spese la galleria del Sempione di corrente trifase. È interesse anche delle FFS contenere le emissioni di fumo nella galleria, lunga quasi 20 chilometri.
Accomunate dai rispettivi interessi, dunque, alla fine del 1905 le due parti convengono mediante contratto sulle condizioni quadro e, dopo la verifica e l’approvazione del progetto da parte delle autorità svizzere e italiane, il 29 aprile 1906 può attraversare la galleria il primo treno pilota a conduzione elettrica. Da quel momento in poi, la maggior parte dei treni che collegano Briga e Iselle è già ad alimentazione elettrica. Un’eccezione è il Simplon-Express, che viaggia a vapore da Parigi a Milano e, qualche anno dopo, anche Venezia e Trieste. In tedesco, così, anziché di «Simplon–Suez», si inizia a parlare di «Simplon–Triest». Ed è così che vede la luce una linea di importanza internazionale, ora per la regia delle FFS.